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Cambia il vento, resta la frustrazione

24 Giu

In genere cerco sempre un buon motivo per sfottere Bersani&co. il PD non gode assolutamente di mia stima oltre al fatto che i loro tentativi di comunicazione con il popolo sono spesso fallimentari più della notizia del bunga bunga che ha fatto il giro del mondo! Quelli del PD sono i figli sfigati delle femmine italiane, i voti “a scuola” oscillano tra il 5 ed 6, mamma Italia storce il naso ma si limita a far spalluce… ecco, finalmente riesce a prendere un bel 7 in comunicazione visiva e la mamma invece di essere contenta si incazza! Frustrata da quel voto che non alzerà la media, è la dimostrazione di un figlio portato ed intelligente ma che si applica poco.

“Cambia il vento”, bufera sul manifesto per la Festa Democratica di Roma

Intervistiamo una delle mamme:
“Cosa ne pensa del manifesto del PD per la Festa Democratica di Roma?”
“E’ indegno! In un periodo di culi e fighe come questo il PD alza le gonne!”
“Va bene il disappunto, ma nel manifesto si vede una ragazza che la gonna la tiene con le mani proprio per non farla sollevare…”
“Non è questione di gonne, è questione di strumentalizzazione del corpo femminile!”
“Quindi un uomo con il kilt sarebbe stata un’immagine più appropriata?”
“Che idiozia! Nessuna immagine è appropriata oggi!”

Sentiamo adesso il parere dell’insegnante di grafica e comunicazione visiva:
Il PD non si applica, si fa influenzare dai compagni e spesso copia i compiti! Ma non è questo il caso. Il lavoro non è eccellente dal punto di vista visivo, ma il soggetto è interessante, per niente volgare… insomma, quale ragazza con un paio di ballerine rosa shocking ai piedi potrebbe ispirare sesso?! Ecco… forse quel logo in alto a destra… è stato forse quello ad aver fatto indignare le femmine italiane, non la foto usata nel manifesto.

Riporto di seguito l’intevista di Oliviero Toscani rilasciata al Secolo XIX che fece scalpore all’inizio dell’anno, niente abiti fucsia ma un tono secco e crudo, con l’aggiunta di alcune note di spiegazione per tradurre (come a scuola) la poesia in prosa:

Tutto qui?
«Le intelligenti non lo sono abbastanza. O non hanno abbastanza forza per opporsi. Per cambiare. Prenda un giornale femminile».
(La maggior parte delle donne preferisce leggere giuornali di gossip che di informazione)

Non va?
«Incostituzionale sin dal genere. Diretto da donne, ovvio. Che ha in prima come “strillo”? Chirurgia estetica, sesso, orgasmo, diete. Siete bestie da sesso, ecco cosa siete».
(Le donne danno troppa importanza alla presenza, solo loro le prime a strumentalizzaziare il proprio corpo)

Vabbé, la provocazione. Però…
«Mi fate schifo. Tutte tr…».
(Quelle donne non mi piacciono)

I pubblicitari, invece?
«Donne così io non le fotografo. Io documento le condizioni umane come l’anoressia. Volevo preparare degli scatti sulla chirurgia plastica. Nessuna ha voluto».
(Lavoro con le modelle, sono un fotografo, è normale che in questo campo l’immagine sia importante, ma ho anche denunciato molti eccessi a cui le donne si sottopongono o in cui ricadono vittime come l’anoressia)

Insomma, colpa delle donne?
«Certo. Anche per la storia. Siamo un Paese dominato dagli uomini, ma le donne ci sguazzano. Siamo un Paese sottosviluppato. Ha mai visto una madre che non sia fiera del figlio “sciupafemmine”? Chi li alleva, così? È un pianto… E poi avete il coraggio di lamentarvi»?
(Sono i genitori che dovrebbero improntare ai figli la giusta morale, non riversarvi le proprie frustrazioni)

Be’…
«Un pianto».
(E’ demoralizzazante come ragiona questa società)

Come se ne esce?
«Per fortuna non ho mai avuto mogli italiane. Culi bassi, gambe corte e ascelle pelose. Mi state sulle palle. D’altronde, con un premier così, che cosa si aspetta? Il grande problema è la mancanza di una destra intelligente. Prendiamo esempio dalla Libia, piuttosto».
(Non vorrei mai una moglie come le femmine medie italiane che si vedono sempre brutte e alla fine ci diventano per come si conciano! Si rimettono ad una destra politica che propone modelli sociali totalmente sbagliati,accettandoli piuttosto che combatterli!)

In che senso?
«Loro si sono ribellati.Una rivoluzione si dovrebbe fare anche qui».
(Ci sarebbe bisgogno di una rivoluzione morale e culturale, ormai anche noi abbiamo toccato il fondo!)

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L’uomo che ha fottuto un intero paese?

10 Giu

The man who screwed an entire country, tradotto “L’uomo che ha fottuto un intero paese” è l’editoriale dell’Economist di questa settimana ed inquadra il nostro Presidente del Consiglio in 3 punti principali: scandali sessuali, corruzione e l’ultimo e più importante secondo l’Economist è  “his total disregard for the economic condition of his country” – la totale indifferenza per la condizione economica del suo paese.

Il primo pensiero di ognuno nel leggere articoli di questo genere è sicuramente “Cavolo! Hanno scoperto l’acqua calda all’estero!” ed è proprio perché l’estero non riesce a spiegarsi come noi ci lasciamo fottore continuamente che dovremmo cominciare a chiederci seriamente se siamo davvero povera brava gente o tutti piccoli latenti “B. Addicted”.

La parola “screw” – fottere, mi ha fatto venire subito in mente quel famoso pezzo di Daniele Luttazzi a Rai per una Notte che ha fatto ridere molti ed amareggiare pochi (purtroppo).

 

Aggiornamento del 13/06/2011
Come tradurre “screwed”?
http://www.economist.com/blogs/johnson/2011/06/translation

L’opinione italiana ha tradotto il termine “screwed” come  “fregato”,  “fottuto” o “avvitato”. Questi termini non fanno parte del mio italiano forse un po’ arcaico, ma “fregato” tradotto corrisponderebbe a “cheated”,  “fottuto” potrebbe significare “screwed” come “fucked” e  “avvitato” potrebbe riferirsi a  “turning a screw” (-dare una svolta-). Ho trovato solo una traduzione che potrebbe dare il giusto senso: “l’uomo che ha preso in giro un intero paese”, tradotto approssimativamente con “the man who took a whole country for a ride”, dove “for a ride”  in italiano significa letteralmente “portare (-prendere-) in giro”.

La citazione qui sopra riportata è stata da me tradotta non proprio letteralmente, ho voluto conservare un po’ il senso di spiegazione dall’inglese…

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