Un mostro dentro

2 Set

In prossimità dell’autunno, quando Madre Natura cerca riposo, si svegliano le madri degli uomini con i loro diritti di metter bocca su tutto… come se la sapienza assoluta venisse dalla pancia.

Ho aperto un blog dedicato alle mamme, vieni a dire la tua? Puoi raccontare anche il tuo punto di vista come figlio.

Mi saranno arrivate almeno 10 richieste di questo tipo nelle ultime due settimane…  ma io non voglio figli, ho un mostro dentro. Se poi cambiassi idea per nove mesi mi sentirei comunque con un mostro dentro che esce, cresce, si espande, mi assorbe, e mi sentirei un mostro dentro nel non voler perdere i miei spazi.

Mi nego il diritto di essere madre, allora mi viene tolto il diritto di essere donna! Lo vedo dagli sguardi della gente che si ovviano nel loro pensiero uterino… chiedereste mai di correre ad una persona che per volonta propria si è tagliata via le gambe? L’incredulità sociale di fronte a certe scelte è la prima cosa che mi mutila.

Madri frustrate ed irresponsabili: quell’essere meraviglioso che stringono tra le braccia è la loro prima rivalsa sulla vita che non sono riuscite ad avere.

  • Da 0 a 12: promettigli il mondo e perdonagli tutto, è solo un bambino!
  • Da 13 a 21: lasci calpestare la vita, deve fare esperienze!
  • Da 21 a 30: non ha più bisogno di una madre, ormai è adulto!

Adesso sai che ti dico cara madre: Perché in questo mio misero percorso non ti sei mai presa la briga di accompagnarmi? Perché esiste solo quello che è giusto e quello che è sbagliato e non conta mai ciò che è diverso? Eppure ciò che mi frena è che sono sicura di riuscire a fare come te, ma non meglio! E ti odio per questo…

Ci sono molte persone che ritengo indegne del mondo ed il fatto che si siano riprodotte a propria immagine somiglianza mi infastidisce. Ora voi fate altrettanto, ritenetemi indegna a causa dell’odio che metto nei miei pensieri, ma dovreste ringraziarmi del non voler riprodurre il mostro che ho dentro.

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7 Risposte to “Un mostro dentro”

  1. DarkAgony settembre 2, 2011 a 7:22 pm #

    Io neanche vorrei dei figli, non credo di avere istinto materno, e non amo particolarmente i bambini…

    • Molly M. settembre 3, 2011 a 11:03 am #

      Beh, non mi amavo neanche io quando ero bambina, figurati a ripensarci ora che sono adulta!

  2. Sendivogius settembre 3, 2011 a 1:52 am #

    Un ‘post’ insolito, molto intimistico, dalle pieghe profondamente personali che sembrano toccare i nodi irrisolti di un conflitto privato ancora in corso…
    Una riflessione che non mi aspettavo di leggere. Che mi ha colpito, tant’è lontana dalle mie sensibilità tematiche. E per questo mi permetto di intervenire…

    Si respira aria di famiglia nelle tue parole. Ma, più che “odio”, mi sembra di percepire un certo rancore per una ferita interiore che fatica a rimarginarsi.
    Naturalmente, mi guardo bene dallo sbrodolare ogni psicanalizzazione d’accatto, che reputo presuntuosa e offensiva nei confronti della tua persona. Soprattutto, non mi permetto di dare giudizi sulle tue scelte (che appartengono a te sola).

    «Ci son madri che han bisogno di figli felici e rispettati, altre invece di figli infelici: altrimenti non possono mostrare la loro bontà materna»
    (Friedrich Nietzsche in “Umano troppo umano”)

    Non credo che il tuo “diritto di essere donna” sia imprescindibile da quello che sembreresti percepire come l’onere della maternità. Gli sguardi di certa “gente”… il loro “pensiero uterino”… il peso dei loro “giudizi”… l’incredulità sociale ed i dogmi muliebri della loro “sapienza assoluta”… sono solo alcuni dei molteplici aspetti di un universo simbolico, declinato nella relatività di infinite esperienze personali. Non hanno alcun carattere di universalità, ma costituiscono un insieme di frames che, lungi dal contenere la totalità nella sua complessità, ne contemplano soltanto una parte più o meno consistente.

    In realtà la stragrande maggioranza delle persone è incentrata su sé stessa, concentrata unicamente sulla propria auto-contemplazione; alla ricerca di uno specchio compiacente, nel quale poter riflettere la propria immagine ideale e dunque irreale.
    Può capitare che i “figli” (e le figlie, soprattutto se giovani donne indipendenti) diventino parte integrante di quello specchio, nel quale l’individualità si annulla a tutto vantaggio dell’immagine proiettata. Ma in fondo si tratta di una semplice illusione.
    Lascia dunque che i giudizi, le sentenze, l’eventuale biasimo, scivolino via come l’olio lungo la superficie, senza intaccare il tuo essere e la tua sostanza.
    Non precluderti mai nulla a priori, facendoti carico degli errori altrui come fossero i tuoi.
    I mostri vivono negli abissi della nostra anima. Alla nostra coscienza spetta il compito di dominarli, poiché ciò che non ti uccide ti rende forte…

    «E quando ho visto il mio demonio, l’ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide. Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità.Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo.»
    (Friedrich Nietzsche)

    • Molly M. settembre 3, 2011 a 11:15 am #

      Credo che sia un po’ impossibile non sfociare nel personale con questo tipo di argomenti. Insomma, volevo semplicemente andare contro quel canone che fa dire alle femmine uterine “mio figlio è la mia ragione di vita!” e tratta tutte le altre donne che non hanno figli come se non avessero ragioni di vivere.

      La tematica della donna in tutti i suoi aspetti non sono in grado di prenderla con il dovuto distacco.

      Comunque mi sono già pentita di aver fatto un post del genere… rileggere un pensiero che mi sta così attaccato addosso, in mezzo ad altre tematiche atte a tutt’altro che piangere, e mi infonde una sensazione di nodo in gola per le parole che potrebbero venire dopo che non mi piace affatto.

      PS. Le citazioni di Nietzsche sono bellissime e profondamente azzeccate, grazie.

      • Sendivogius settembre 3, 2011 a 2:48 pm #

        Siamo pur sempre umani.. e, per quanto ci si possa sforzare di nasconderli, abbiamo sentimenti e (inevitabilmente) delle ‘debolezze’. Non c’è nulla di cui vergognarsi in questo, né ragione per “pentirsene”.
        Quei nodi che non si riescono a sciogliere, possono sempre essere tagliati..

  3. elisewin7 settembre 7, 2011 a 12:48 pm #

    troppi stereotipi e troppi schemi da seguire…a trent’anni ti devi sposare, poi devi fare dei figli, devi avere un lavoro tranquillo e poi fare la perfetta donna di casa:trovo tutto estremamente patetico!

    • Molly M. settembre 7, 2011 a 3:51 pm #

      Io riassumerei con ‘troppo perbenismo’, e oltretutto non c’è la cultura del diverso, perché essere tutti uguali è visto come qualcosa di innegablmente giusto ed infonde nei privi di carattere un senso di sicurezza.

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