Archivio | giugno, 2011

Quando il blog è in vacanza

27 Giu

Il caldo soffocante aumenta la mia voglia di entrare in un supermercato a caso di una cittadina di provincia in cui sono già riuniti tutti i romani in vacanza e sparare indistintamente sulla folla. Intanto in ufficio si è rotto l’impianto dell’aria condizionata (come tutti gli anni del resto…).

Nel tentativo di rosicchiare qualche giorno in Agosto all’insegna della vita da eremita in qualche luogo sperduto, auguro a miei pochi (ma ottimi) lettori buone vacanze.

Il blog chiude fino a Settembre succeda quel che succeda, anche se dovessi essere improvvisamente assunta in qualche rinomata casa di videogiochi, scoprire la reale esistenza di Sandman e diventare sua moglie, la morte di B., una bomba che fa saltare in aria tutti quelli della Lega, il PD che comincian a fare battute migliori di quelle di Crozza e presenta un programma, Vendola che diventa improvvisamente etero e comincia a parlare in dialetto pugliese.

Per tutto il resto il tipo da spiaggia (visibilmente sexy) qui sotto nella foto, ha trovato un’ottima soluzione se siete tra quei pazzi che decidono di passare le vacanze al mare di Ostia (e dintorni):

Cambia il vento, resta la frustrazione

24 Giu

In genere cerco sempre un buon motivo per sfottere Bersani&co. il PD non gode assolutamente di mia stima oltre al fatto che i loro tentativi di comunicazione con il popolo sono spesso fallimentari più della notizia del bunga bunga che ha fatto il giro del mondo! Quelli del PD sono i figli sfigati delle femmine italiane, i voti “a scuola” oscillano tra il 5 ed 6, mamma Italia storce il naso ma si limita a far spalluce… ecco, finalmente riesce a prendere un bel 7 in comunicazione visiva e la mamma invece di essere contenta si incazza! Frustrata da quel voto che non alzerà la media, è la dimostrazione di un figlio portato ed intelligente ma che si applica poco.

“Cambia il vento”, bufera sul manifesto per la Festa Democratica di Roma

Intervistiamo una delle mamme:
“Cosa ne pensa del manifesto del PD per la Festa Democratica di Roma?”
“E’ indegno! In un periodo di culi e fighe come questo il PD alza le gonne!”
“Va bene il disappunto, ma nel manifesto si vede una ragazza che la gonna la tiene con le mani proprio per non farla sollevare…”
“Non è questione di gonne, è questione di strumentalizzazione del corpo femminile!”
“Quindi un uomo con il kilt sarebbe stata un’immagine più appropriata?”
“Che idiozia! Nessuna immagine è appropriata oggi!”

Sentiamo adesso il parere dell’insegnante di grafica e comunicazione visiva:
Il PD non si applica, si fa influenzare dai compagni e spesso copia i compiti! Ma non è questo il caso. Il lavoro non è eccellente dal punto di vista visivo, ma il soggetto è interessante, per niente volgare… insomma, quale ragazza con un paio di ballerine rosa shocking ai piedi potrebbe ispirare sesso?! Ecco… forse quel logo in alto a destra… è stato forse quello ad aver fatto indignare le femmine italiane, non la foto usata nel manifesto.

Riporto di seguito l’intevista di Oliviero Toscani rilasciata al Secolo XIX che fece scalpore all’inizio dell’anno, niente abiti fucsia ma un tono secco e crudo, con l’aggiunta di alcune note di spiegazione per tradurre (come a scuola) la poesia in prosa:

Tutto qui?
«Le intelligenti non lo sono abbastanza. O non hanno abbastanza forza per opporsi. Per cambiare. Prenda un giornale femminile».
(La maggior parte delle donne preferisce leggere giuornali di gossip che di informazione)

Non va?
«Incostituzionale sin dal genere. Diretto da donne, ovvio. Che ha in prima come “strillo”? Chirurgia estetica, sesso, orgasmo, diete. Siete bestie da sesso, ecco cosa siete».
(Le donne danno troppa importanza alla presenza, solo loro le prime a strumentalizzaziare il proprio corpo)

Vabbé, la provocazione. Però…
«Mi fate schifo. Tutte tr…».
(Quelle donne non mi piacciono)

I pubblicitari, invece?
«Donne così io non le fotografo. Io documento le condizioni umane come l’anoressia. Volevo preparare degli scatti sulla chirurgia plastica. Nessuna ha voluto».
(Lavoro con le modelle, sono un fotografo, è normale che in questo campo l’immagine sia importante, ma ho anche denunciato molti eccessi a cui le donne si sottopongono o in cui ricadono vittime come l’anoressia)

Insomma, colpa delle donne?
«Certo. Anche per la storia. Siamo un Paese dominato dagli uomini, ma le donne ci sguazzano. Siamo un Paese sottosviluppato. Ha mai visto una madre che non sia fiera del figlio “sciupafemmine”? Chi li alleva, così? È un pianto… E poi avete il coraggio di lamentarvi»?
(Sono i genitori che dovrebbero improntare ai figli la giusta morale, non riversarvi le proprie frustrazioni)

Be’…
«Un pianto».
(E’ demoralizzazante come ragiona questa società)

Come se ne esce?
«Per fortuna non ho mai avuto mogli italiane. Culi bassi, gambe corte e ascelle pelose. Mi state sulle palle. D’altronde, con un premier così, che cosa si aspetta? Il grande problema è la mancanza di una destra intelligente. Prendiamo esempio dalla Libia, piuttosto».
(Non vorrei mai una moglie come le femmine medie italiane che si vedono sempre brutte e alla fine ci diventano per come si conciano! Si rimettono ad una destra politica che propone modelli sociali totalmente sbagliati,accettandoli piuttosto che combatterli!)

In che senso?
«Loro si sono ribellati.Una rivoluzione si dovrebbe fare anche qui».
(Ci sarebbe bisgogno di una rivoluzione morale e culturale, ormai anche noi abbiamo toccato il fondo!)

Una bianca espressione coatta

21 Giu

coatto [co-àt-to] agg., s.
agg. Imposto forzatamente, obbligatorio.

Ci sono invece i coatti romani che ignorano il significato del termine forzandosi nei loro tipici costumi. Dimenticate i film di Carlo Verdone ed imitatori di alternatività esagerata, i coatti non sono alternativi per niente! Ma credono di esserlo…

Maschi lampadati omologati in abiti di una taglia più piccola per mostrare il fisico palestrato, non da sportivo ma da rimorchio. Femmine celate sotto un’innumerevole quantità di eyeliner nero e fondotinta giusto per dare quel tocco di mistero… chi di loro sarà veramente un trans?

I concorrenti di Tamarreide, trasmissione in onda su Italia1. Visti in questa foto sembrano anche normali! Diffidate dai tamarri, diffidate!

Non sanno distinguere la destra dalla sinistra (politicamente intendo), quando apprendono un termine nuovo sottolineano giustamente “Quà tutte ‘ste belle parole, ma parla come magni e fai er sincero!“, sono soliti esprimere affetto picchiandosi e mandandosi a fanculo. Durante un dibattito animato (non importa la tematica), in parere discordante dall’interlocutore, la più valida puntualizzazione che sono in grado di fare è di tipo apparente: “Ma vaffanculo che manco te sai vesti’! Guarda come cazzo vai ‘n giro, te pare che me faccio di’ le cose da te!“.

Vero, io non indosso un paio di stivali bianchi, quindi non ho diritto di parola. Certe cose non le posso capire, non faccio parte del gruppo e si vede!

Gli stivali bianchi più inflazionati del momento!

Lo stivale bianco (non panna, non beige ma evidentemente bianco!) è chiaro segno di coattagine, vengono indossati in qualsiasi stagione, anche in piena estate, per le manifestazioni domenicali dei coatti riuniti in luoghi dedicati:  i centri commerciali.

Io non mi ritengo una persona del tutto normale, però mi sforzo quantomeno di sembrarlo, ad esempio se mi trovo in un centro commerciale vuol dire che ho bisogno di comprare qualcosa, chi indossa stivali bianchi al centro commerciale passeggia come se fosse al lungomare di Ostia! Infatti se il mare di Ostia è ormai famoso per le pantegane i centri commerciali romani sono ormai famosi per i coatti.

Ci tengo a sottolineare: ho seri problemi a comprendere la mentalità coatta ma non ho niente contro un paio di stivali bianchi. Però non ritengo giusto che il modello per una “diversamente cool” come me non sia in commercio!

♥rum! Ubriachi di partecipazione!

13 Giu

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione
(G. Gaber)

Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo. (cit. Wikipedia)

Politica ma soprattutto società:  Le previsioni dicevano “Conosco molti disposti a prendersi le ferie dall’ufficio e percorrere più di 500 km per andare al concerto del proprio cantante preferito…. ma davvero pochi disposti dedicare un momento per mettere 4 X su 4 pezzi di carta”. La vittoria, oggi, è dei cittadini italiani, di quel 57% che ha detto “io voto”, ed ha riconosciuto ed usato l’unica arma contro l’attuale malgoverno. Questo blog vuole ricordare che l’astensionismo non è espressione di disapprovazione o di puro e semplice menefreghismo, è sabotaggio alla democrazia. Il nucleare, l’acqua, il legittimo impedimento, ma è il raggiungimento del quorum ad abbrogare la triste credenza che gli italiani non vogliono fare l’Italia.

Domani mattina, ognuno di noi uscirà di casa per vivere la propria vita e forse, per la prima volta dopo 16 anni, ci guarderemo in faccia l’un l’altro senza chiederci, prima di tutto, se chi abbiamo di fronte è “il solito stronzo”.

L’uomo che ha fottuto un intero paese?

10 Giu

The man who screwed an entire country, tradotto “L’uomo che ha fottuto un intero paese” è l’editoriale dell’Economist di questa settimana ed inquadra il nostro Presidente del Consiglio in 3 punti principali: scandali sessuali, corruzione e l’ultimo e più importante secondo l’Economist è  “his total disregard for the economic condition of his country” – la totale indifferenza per la condizione economica del suo paese.

Il primo pensiero di ognuno nel leggere articoli di questo genere è sicuramente “Cavolo! Hanno scoperto l’acqua calda all’estero!” ed è proprio perché l’estero non riesce a spiegarsi come noi ci lasciamo fottore continuamente che dovremmo cominciare a chiederci seriamente se siamo davvero povera brava gente o tutti piccoli latenti “B. Addicted”.

La parola “screw” – fottere, mi ha fatto venire subito in mente quel famoso pezzo di Daniele Luttazzi a Rai per una Notte che ha fatto ridere molti ed amareggiare pochi (purtroppo).

 

Aggiornamento del 13/06/2011
Come tradurre “screwed”?
http://www.economist.com/blogs/johnson/2011/06/translation

L’opinione italiana ha tradotto il termine “screwed” come  “fregato”,  “fottuto” o “avvitato”. Questi termini non fanno parte del mio italiano forse un po’ arcaico, ma “fregato” tradotto corrisponderebbe a “cheated”,  “fottuto” potrebbe significare “screwed” come “fucked” e  “avvitato” potrebbe riferirsi a  “turning a screw” (-dare una svolta-). Ho trovato solo una traduzione che potrebbe dare il giusto senso: “l’uomo che ha preso in giro un intero paese”, tradotto approssimativamente con “the man who took a whole country for a ride”, dove “for a ride”  in italiano significa letteralmente “portare (-prendere-) in giro”.

La citazione qui sopra riportata è stata da me tradotta non proprio letteralmente, ho voluto conservare un po’ il senso di spiegazione dall’inglese…

Variazione sul tema

8 Giu

Per gli addetti ai lavori
Perché un web designer dovrebbe scegliere wordpress.com come piattaforma per il proprio blog?

Motivo 1:
Per avere la certezza che il template non è assolutamente customizzabile come su blogger.com

Motivo 2:
Perché se il blog prende piede è più facile passare a wordpress.org dove il template è customizzabile come pare e piace.

Motivo 3:
Perché dopo aver passato tutto il giorno a fare template per wordpress vuole accontentarsi di usare quelle 4 opzioni in croce per personalizzare alla meno peggio un template fatto da un altro e sentirsi finalmente un blogger maledettamente normale!

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Chi mi sa dire qual’è la città raffigurata nell’header?

La leggendaria sfida di Topolino

5 Giu

Un gioco favoloso, adatto per i bambini ma consigliatissimo anche per i grandi, è Epic Mickey per Wii della Disney. Quando escono giochi associati ai cartoni animati viene spesso il sospetto che siano banalità che sfruttano l’onda pubblicitaria cinematografica, ma non Epic Mickey! Vincitore del miglior gioco per Wii nel 2010, è un grandissimo capolavoro di grafica, trama e giocabilità.

Prima di presentare più nel dettaglio Epic Mickey, ho un piccolo aneddoto da raccontare riguardo la scelta dei videogiochi per i bambini.

Tempo fa mi trovavo al Game Stop di Piazza Re di Roma, un bambino, avrà avuto al massimo 6-7 anni, era davanti all’espositore dei giochi per Wii, era con papà che gli aveva intimato di prendere il gioco che voleva.

Papà, comprami questo! E’ il gioco di Topolino!!!” dice afferrando Epic Mickey, ma il padre glielo toglie via dalle mani con fare scorbutico e sgridandolo:

Non prendere un gioco per bambini stupidi, cerchiamone uno un po’ più d’azione, uno dove si spara! Non i giochi da femminuccia dove raccontano le favolette!” e, se non ricordo male, quel padre… gli compra Ghost Squad, mentre il piccolo lo fredda davanti alla cassa con una frase che non scorderò mai:

Papà, smettila di prendermi in giro, mi dici che posso comprare il gioco che voglio e poi compriamo sempre il gioco che vuoi tu… così non è giusto!

Se non vi avessi detto chi era il bambino e chi il genitore, quale secondo voi avreste giudicato come comportamento più maturo?

Epic Mickey racconta l’avventura di un Topolino pasticcione che fa cadere accidentalmente del solvente sulla città creatà per i cartoni animati dimenticati. Con l’aiuto di un pennello magico, la pittura ed il solvente, Topolino dovrà rimediare al danno aiutando i cartoni animati a ricostruire la città:

E’ un gioco d’avventura molto dinamico con impostazione RPG di base. Nel gioco alcuni nemici, se immersi nella pittura, diventano buoni e questa decisione da parte del giocatore può cambiare il finale della storia. Il movimento tra le ambientazioni è spettacolare! E’ quasi al livello delle console più avanzate utilizzando pochi pulsanti per correre, saltare e dipingere.

Unico problema per i bambini, è che le missioni ed i dialoghi tra i personaggi non sono parlati ma vanno letti, qui per i più piccoli ci vorrebbe l’aiuto di un genitore o di chi è in grado di leggere più spedito.

Io sono quasi alla fine, e devo dire che Epic Mickey è un must-have per tutti i possesori di Wii! Anche per una “bambina grande” come me!

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