Archivio | aprile, 2011

E’ un ingegnere omosessuale?

30 Apr

Nelle case dei giocatori (da tavolo) incalliti, spesso ricicciano fuori veri e propri gioielli della nostra infanzia come il famosissimo gioco degli anni ’80 “Indovina chi?” di cui andavo assolutamente fiera della mia versione pocket che tenevo fissa nello zaino di scuola.

Un venerdì sera noi, bambini ormai trentenni, abbiamo provato nuovamente il brivido di chiedere “Ha il naso grosso?” oppure “Ha gli occhi azzurri?” nell’attesa che qualcuno tornasse dall’alimentari sotto casa, gestito da indiani, con le birre ed una bottiglia di vodka.

Ma soffermiamoci meglio ad osservare i personaggi con occhio critico ed adulta malizia, prendiamo ad esempio Richard, se dovessimo incontrare nella vita reale un uomo con questa faccia cosa ci suggerirebbe della sua persona? La faccia di Richard è innegabilmente quella di un ingegnere, ebreo ed omosessuale. Maria, nella foto sopra, è senz’altro una perbenista e cattolica praticante di Parioli (quartiere bene di Roma) mentre Susan, sempre nella foto sopra, in fondo a destra, è un noto travestito aspirante sosia di Amanda Lear.

Adesso ognuno di voi rispolveri il suo “Indovina chi?” e cominci a giocare seguendo l’esempio qui di seguito:

Ha una laurea specialistica in una facoltà scientifica?
– Si
E’ irlandese?
– No
Sua madre si lamenterebbe della sua pettinatura?
– No
E’ cattolico?
– Si
E’ vergine?
– Si

Buona notte ai sognatori!

27 Apr

Nel mondo dei sogni chi è in dormiveglia già può dirsi un uomo attento! Ma non può essere al pari di un uomo sveglio. E’ per questo che il nostro Premier è ancora Silvio Berlusconi, perché ci ha insegnato a sognare più di qualunque altro Capo di Governo, tenedoci dentro una bolla di vetro come se “vedere” possa essere “scegliere”, purché non se ne esca.

L’Internazionale oggi ha tradotto un editoriale de El País in cui per noi non si dice niente di nuovo mentre all’estero ancora si stupiscono della nostra arrendevolezza verso la palese corruzione. Nella nostra radicata osservanza Cattolica siamo abituati a consolarci ricordando chi sta peggio, il nostro potrà essere un Paese da incubo ma c’è chi si trova in un vero inferno (vedi Libia…)!

Facciamo un processo breve alle intenzioni, dove quelle buone ovviamente cadono in prescrizione: rubare un sogno non è perseguibile dalla legge, anzi! E’ colpa dei giudici che ne ostacolano la realizzazione! Il sogno di ogni italiano è essere Berlusconi, anche senza condividere la sua politica e i suoi comportamenti. L’Italia è divisa in due: c’è chi può e chi sta a guardare, e quando ai deboli viene data l’opportunità di agire da parte di questo dio imperfetto, invece di incominciare a gettare le basi per il paradiso si fanno strada i lamenti delle vittime di un prossimo inferno.

Ognuno ha i suoi mostri da combattere e vincere, Belusconi contro i giudici, gli italiani contro Berlusconi, io personalmente contro molti italiani… molti altri invece da ogni battaglia, non importa per cosa o a causa di chi, sperano solo di uscirne vivi.

(Le immagini utilizzate nel post sono tratte dal fumetto The Sandman)

Il wargame è donna!

22 Apr

Le donne, soprattutto se single ed abbandonate, si dedicano agli hobby di mia nonna: una partita a bridge, il decoupage… ma mia nonna era scusata visto che all’epoca potevano essere novità! Così (ogni giovedì sera, ad esempio) parlano male degli uomini, anche se vorrebbero comunque sposarene uno, davanti ad un martini bianco con oliva, facendosi i complimenti a vicenda per quei dettagli insignificanti come il colore dello smalto sulle unghie dei piedi.

Amano definirsi strateghe e battagliere… o.O


Qualche giorno fa, alla fumetteria/ludoteca dietro casa, un mio amico ha effettuato la dimostrazione di Infinity, un wargame di miniature a tema fantascientifico. Da totale profana di questa tipologia di giochi, dopo la serata, consiglierei vivamente alle amiche e colleghe donne di smetterla di trasferire le Madonne su piatti di coccio e dedicarsi ad hobby consoni alle qui sopra citate definizioni.

Fattore ludo-artistico:
Le miniature da gioco si comprano grezze, vanno montate e dipinte, sfoghiamo la nostra creatività con la pittura! Oltre alla possibilità di sfoggiare deliziosi ninnoli in una teca quando non li si utilizzano per giocare… non quegli inutili gingilli Swarovski che mostrano soltanto le spese della vostra stupidità!

Fattore ludo-mentale:
Le donne sono strateghe per natura, o comunque riescono a tenere da conto molti fattori nel medesimo momento più di quanto possa fare un uomo, il multitasking mentale e l’animo battagliero (che comprende anche la caratteristica di essere particolarmente scassacazzi), facilità molto la giocabilità!

Fattore ludo-sociale:
I nerd sono una categoria maschile ormai rivalutata, gente normale con pregi e difetti, non sono più strani di tanti altri che si potrebbero incontrare, neanche più brutti. Insomma, se una donna riesce a sopportare un uomo che guarda la partita di calcio la Domenica perché non uno che si dedica a giochi di miniature?


Infinity è wargame tridimensionale ad ambientazione scientifica, di ispirazione Cyberpunk, prodotto dalla spagnola Corvus Belli. Ambientato all’incirca 175 anni avanti nel futuro, permette ai giocatori di ingaggiare piccoli scontri e schermaglie tra gruppi di miniature in scala 28mm, utilizzando un sistema di ordini molto flessibile, permettendo ad ogni giocatore di reagire alle azioni nemiche durante il turno dell’avversario. Nel gioco sono anche presenti notevoli influenze Anime/Manga. (cit. Wikipedia)

I nuovi mostri

21 Apr

Quando si parla di body modification immagino prima di tutto qualcosa relativo al cyberpunk: le lenti a specchio di Molly Millions in Neuromante, oppure le telecamere di Joystick in Nirvana, credendo di essere ancora molto lontani da qualcosa di davvero figo, anche se l’inglese Richard Whitehead, l’atleta dotato di protesi alle gambe, ha dato “una pista” a tutti  in senso sia figurato che letterale del termine.

Nel basso futuro invece dobbiamo accontentarci di fenomeni da guinnes dei primati… oppure fenomeni da baraccone:

Nella foto qui sopra Lucky Diamond Rich, l’uomo più tatuato del mondo, fa la conoscenza di Neomi Letizia, la prima nota Papi girl. Inutile sottolineare la faccia stupita di Rich di fronte ad una simile trasformazione! Sarà invidia? La piccola Noemi, a soli 20 anni, riesce a dimostrarne tranquillamente 35 dopo essersi sottoposta, negli ultimi 2 anni, a vari interventi di chirurgia plastica. Quale sarà la fonte di ispirazione per questo cambiamento? Chi è la sua icona di stile? Con un po’ di attenzione, senza farvi accecare dal biondo platino dei suoi lunghi boccoli (finti anche quelli), osservate bene:

Ci tengo a puntualizzare che stimo Billy Corgan come artista ritenendolo anche decisamente affascinante! Ma calarsi così tanto nell’interpretazione del video della canzone Ava Adore mi pare esagerato! (E non dite che non ci somiglia perché un altro ritocchino ancora, via i capelli, ed è fatta!)

Prendiamo esempio invece da due vere gnocche fotoniche che hanno utilizzato la body modification per piacere e non per sorprendere (o spaventare):

Cher, 65 anni, nota per i suoi
numerosi interventi di chirurgia estetica.

Kat Von D, famosa tatuatrice.

The cake is a lie

18 Apr

Nel 2007 la Valve Corporation pubblica la raccolta The Orange Box che comprende 5 titoli tra cui Portal, un gioco di logica visivo-dinamica in ambientazione fantascientifica. Tra qualche giorno uscirà Portal2… intanto sono stata rapita dalla prima versione acquistata su Xbox360 per 600 punti (invece che 1200 – grazie ad un’offerta di qualche giorno fa valida solo 24 ore).

Il gioco è completamente in solitaria, le istruzioni per la risoluzione dei vari livelli vengono date da una voce artificiale dal suono metallico ed amelodico. La protagonista, Chell, avanza in stanze minimali dalle pareti bianche, ognuna delle quali presenta un test di logica risolvibile con l’aiuto di uno strumento che permette la creazione di portali.

La totale assenza di altri personaggi all’infuori della protagonista e l’ambiente asettico mettono un po’ di inquietudine. Il gioco in sé dura poco, si finisce in un paio d’ore, ma la parte creativa sta nel fatto che esistono più soluzioni possibili per ogni enigma quindi è piacevole giocarlo più volte.

Consigliatissimo!

YMCA

15 Apr

Politica interna: Discussa ieri, in pausa pranzo, la questione del mezzogiorno in relazione alle pari opportunità dei i gay circa la presenza in un luogo di lavoro. Il problema è stato sollevato dalla Ministra per il Gossip Interno con la seguente dichiarazione: “Ultimamente non c’è nessuno di cui sparlare… sapete cosa ho notato? Nella nostra azienda non c’è neanche un gay! I gay sono i maggiori generatori di gossip creativo! Insomma, i gay dovrebbero essere dappertutto, un po’ come i calabresi!

Un Onorevole presente alla tavolata, originario di Cosenza, prende immediatamente le distanze e puntualizza: “Io non conosco nessun calabrese gay, non sono neanche sicuro che esistano… uno o è calabrese o è gay!” seguito dall’intervento della Ministra per le Pari Fregature: “Sia ben chiaro che, anche se solo in senso figurato, qui tutti i dipendenti in un modo o nell’altro lo pigliano in culo!

Delucidazioni sull’affermazione della Ministra del Gossip Interno provengono direttamente da dati ISTAT presentati: in ogni azienda, italiana o estera, vi è almeno un dipendente calabrese ed in aziende con più di 30 dipendenti vi è almeno un gay dichiarato (o evidente se non dichiarato).

Qui in azienda di calabresi ce ne sono due” – dice la Ministra per il Gossip Interno prendendo in considerazione anche uno dei Funzionari di Gabinetto dei Programmatori, di Crotone, assente al dibattito – “Un gay ci vuole per il giusto equilibrio sociale!

La Ministra per le Pari Fregature concorda: “In effetti non abbiamo trovato ancora nessuno da sfottere lì per lì quando ci si incontra nel pomeriggio alla macchinetta del caffè, inoltre un gay è un valido aiuto per mettere certi colleghi uomini a spalle al muro…

No ragazzi, secondo me il numero di calabresi attuale è ancora troppo basso per fronteggiare un gay dichiarato…” sostiene dapprima l’Onorevole Meridionale aspirando le h nelle parole per dare più enfasi al suo malcontento “Su 30 dipendenti dovremmo avere almeno 1 calabrese su 10, quindi 3 calabresi, ed almeno uno di questi deve avere una parentela di minimo 3° grado con un qualsiasi altro collega. In questo caso direi che un gay va bene.

La Ministra per il Gossip Interno incalza “Mettici anche che un gay ha tante amiche etero che potrebbe presentarti…

Alla Mensa Aziendale l’accordo è raggiunto con votazione unanime. Sono aperti i colloqui per chi è interessato.

(Totally True!)

Nell’immagine da sinistra a destra: Daniele Capezzone, Alfonso Pecoraro Scanio, Franco Grillini, Nichi Vendola.

Cronache del basso futuro

13 Apr

Io non gli darei una sterlina a quello che ne porta il cognome ed a cui attribuiscono la nomea di “teorico del cyberpunk“. Bruce Sterling, noto scrittore di fantascienza, si pronuncia sul futuro di Facebook prevedendone la morte  entro il prossimo decennio… ma va?! Non lo aveva ancora insinuato nessuno! Ci voleva la parola dell’esperto di soap-opera spaziale in approccio soft-core?!

La fortuna di Sterling è stata quella di pubblicare, prima di chiunque altro, la storia di gente che si fa una sega guardando un porno amatoriale in tv, ambientandolo su un pianeta chiamato Reverie come se fosse roba di un’altro mondo! Niente di nuovo per questo torbido futuro in cui gran parte del genere umano si farebbe innestare direttamente nel cervello (tanto nel cranio c’è spazio in abbondanza) un’applicazione volta a spiare il profilo di menti altrui. Ma il primo a parlare veramente di “connessioni” ed “innesti”, unico vero padre del cyberpunk, è  William Gibson a cui Sterling non ha fatto altro che andare dietro, con tanto di latente sfottò direttamente da Wikipedia:

“Tra gli esponenti più noti vengono comunemente indicati William Gibson, per i racconti e romanzi fortemente innovativi e caratteristici dal punto di vista stilistico e delle tematiche, e Bruce Sterling, per l’elaborazione teorica. Sterling ha definito a posteriori il cyberpunk…”

Mi disturba alquanto che venga dato spago a questo giornalista-opinionista solo perché 30 anni fa in teoria ha definito qualcosa per di più scritto da altri! Ed affermare oggi che “I social network avranno al massimo sette, forse 10 anni di vita ancora. Poi saranno sostituiti da nuovi media.” non la riterrei un’osservazione così acuta da parte di qualcuno che di fantascienza ne scrive! La mia risposta rimane quella che darei al più tonto della cricca che, nonostante tutto, non riesce a stare al passo con il resto del gruppo: Ste’, grazie al cazzo!

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