L’odiosa morale fluorescente

13 Set

Hanno quattro zampe e miagolano, se potessero parlare gli chiederei a chi dovrebbe appartenere l’odiosa morale fluorescente del mondo: agli Animali, all’Uomo o a Dio?

 AUdiD – Animalista Uomo di Dio – a conoscenza delle mie doti di odio incondizionato verso ogni essere vivente (fisico o etereo che sia),  mi chiede un parere in questa intervista:

AUdiD: Ah, le nuove frontiere della scienza… leggi qui.
MoliCybe: Si, già visto questo articolo… non so che pensare, mi trovo abbastanza divisa, da una parte la cura per l’hiv dall’altra i gatti…
AUdiD: Qua dovrebbe intervenire la protezione animali! Se hanno preso il gene da un primate che ce l’aveva già e gli uomini sono più simili ai primati perché non fare su questi ultimi le ricerche?
MoliCybe: Beh, il tuo ragionamento non fa una piega.
AUdiD: Soprattutto che c’entra trasformare i gatti in animali al luminol?!
MoliCybe: Ehm… mi pare di capire sia stata una coseguenza della sperimentazione…
AUdiD:  Posso capire facciano tendenza… ma sono destinati ad essere per forza assoggettati all’uomo! La cosa bella dei gatti è proprio che signorilmente se ne infischiano del “padrone”!
MoliCybe: Beh, in parte sono d’accordo, insomma, credo comunque se si dispone di cavie umane volontarie sia più sensato condurre esperimenti su chi ne soffre direttamente dell’hiv, però non so bene alla fine come funziona tutto il processo di ricerca, perché i gatti e non i topi e perché mai prima gli uomini.
AUdiD: Ma ti dirò, se fossero pochi esemplari per una ricerca per l’hiv e basta ci potrei pure stare, ma è il creare una razza di gatti al luminol non mi piace proprio! Perché finita la ricerca quella razza è destinata a essere completamente dipendente dagli uomini!
MoliCybe: Beh… dopotutto non sono una razza naturale, è normale che siano attaccati al loro creatore.
AUdiD: Si, ma il cercare determinate doti in una razza con incroci è una cosa che si fa dai tempi di Mendel e anche prima! Il problema per me, ripeto, è che animali del genere sono destinati a non trovare una loro nicchia in natura. Sono ricercatori che si sono messi a giocare col lavoro di Dio!
MoliCybe: La mia concezione di Dio sai che è ben differente dalla tua, ma se anche l’uomo può creare, e a Dio non gli sta bene, allora doveva pensarci prima a creare qualcosa a sua immagine, somiglianza e con potere di creare a sua volta.

L’odio, appunto, mi sembra l’unica cosa che ci illumina:

L’odio è un sentimento umano che si esprime in una forte avversione o una profonda antipatia. Lo distingue da questi ultimi la volontà di distruggere l’oggetto odiato, e la percezione della sostanziale “giustizia” di questa distruzione: chi odia sente che è giusto, al di là di leggi e imperativi morali, distruggere ciò che odia. (cit. Wikipedia)

Quei gatti dovrebbero odiarci per averli creati per i nostri scopi, per lo stesso motivo noi uomini dovremmo odiare Dio… e sono sicura che anche Dio ci odia, altrimenti non avrebbe creato l’hiv. Nessuno di noi ha torto, ma sinceramente spero la spuntino i gatti illuminati e non.

Bastet, una delle più importanti e venerate divinità dell'antica religione egizia.

“un italiano medio del cazzo”

7 Set

Vorrei tanto sapere perché in questo paese la gente parla di politica solo quando uno chiaramente idiota dice una cazzata. (Cit.)

Allo stesso tavolo che ha visto la nascita di meritevoli citazioni come quella qui sopra oggi siede uno nuovo, uno che, a mio avviso, certe citazione deve ancora meritare di sentirle.

“Hai presente quando i ragazzini in bicicletta dicono all’amichetto accanto ‘guarda come sono bravo… senza mani!’?” – comincio io – “Ecco, a Roma chi guida e deve girare per uno svincolo poco ci manca che ti dica ‘guarda come sono bravo… senza freccia!'”, quello nuovo che mi sta di fronte mi guarda con aria tra lo stupito ed il beota e poi aggiunge con tono facilmente diplomatico con una punta di gagliardaggine indotta “Ah! Io sono talmente spavaldo quando guido, non è che ci faccio tanto caso se devo mettere la freccia!”.

Poco meno di 30° gradi all’aperto e dentro la stanza, attorno a quel tavolo, il gelo. Continuo “Beh, se ti incontro per la strada e mi giri davanti ti urlero ‘la freccia non è un optional  brutta testa di cazzo!'” – ed infierisco – “la stessa cosa faccio con i pedoni che non attraversano sulle strisce, il più delle volte accellero per fargli prendere paura che li metto sotto!” e ritorna la stessa espressione di prima ma più stupita e più beota, come se fossi un’aliena proveniente da Marte più che una persona civile capitata nel paese sbagliato, si rivolge alla collega seduta alla sua destra e le chiede “Perché… tu attraversi sulle strisce?!” la risposta è affermativa, scontata direi.

“Perché… tu attraversi sulle strisce?!”, mi ripete incredulo, ed io: “Beh, se non servissero per attraversare non si chiamerebbero ‘strisce pedonali’ ma ‘decorazione del manto stradale’…”, lui ribatte convinto: “Dai! Non lo fa nessuno! E’ impensabile cercare le strisce pedonali prima di attraversare!”. La sentenza mi è uscita dalla bocca passando prima per il divino (che ho pesantemente offeso), come lo sputo a terra di un romeno ubriaco ed incazzato: “Sei un italiano medio del cazzo!” e poi ho cominciato a ridere.

La risata ha un grande potere, permette agli idioti di non afferrare quanto seria sia la cosa che gli stai dicendo, così continuo: “Magari adesso mi vieni a dire che voti Berlusconi, qui i propositi ci sono tutti!”, alza le mani per discolparsi come se l’avessi accusato ingiustamente di qualche atto terribile! Bart Simpson se la sarebbe cavata egregiamente con un semplice Non sono stato io! ma lui se ne esce con una pensata molto migliore “No, sono apolitico!”… beh, chapeau!

Adesso mi sento in colpa, non per l’espressione del mio modesto pensiero con termini tutt’altro che delicati! Mi sento in colpa per aver sprecato il fiato con un italiano medio del cazzo che prende le mie parole come un’offesa invece che come una triste verità di cui pentirsi.

(Totally True!)

Un mostro dentro

2 Set

In prossimità dell’autunno, quando Madre Natura cerca riposo, si svegliano le madri degli uomini con i loro diritti di metter bocca su tutto… come se la sapienza assoluta venisse dalla pancia.

Ho aperto un blog dedicato alle mamme, vieni a dire la tua? Puoi raccontare anche il tuo punto di vista come figlio.

Mi saranno arrivate almeno 10 richieste di questo tipo nelle ultime due settimane…  ma io non voglio figli, ho un mostro dentro. Se poi cambiassi idea per nove mesi mi sentirei comunque con un mostro dentro che esce, cresce, si espande, mi assorbe, e mi sentirei un mostro dentro nel non voler perdere i miei spazi.

Mi nego il diritto di essere madre, allora mi viene tolto il diritto di essere donna! Lo vedo dagli sguardi della gente che si ovviano nel loro pensiero uterino… chiedereste mai di correre ad una persona che per volonta propria si è tagliata via le gambe? L’incredulità sociale di fronte a certe scelte è la prima cosa che mi mutila.

Madri frustrate ed irresponsabili: quell’essere meraviglioso che stringono tra le braccia è la loro prima rivalsa sulla vita che non sono riuscite ad avere.

  • Da 0 a 12: promettigli il mondo e perdonagli tutto, è solo un bambino!
  • Da 13 a 21: lasci calpestare la vita, deve fare esperienze!
  • Da 21 a 30: non ha più bisogno di una madre, ormai è adulto!

Adesso sai che ti dico cara madre: Perché in questo mio misero percorso non ti sei mai presa la briga di accompagnarmi? Perché esiste solo quello che è giusto e quello che è sbagliato e non conta mai ciò che è diverso? Eppure ciò che mi frena è che sono sicura di riuscire a fare come te, ma non meglio! E ti odio per questo…

Ci sono molte persone che ritengo indegne del mondo ed il fatto che si siano riprodotte a propria immagine somiglianza mi infastidisce. Ora voi fate altrettanto, ritenetemi indegna a causa dell’odio che metto nei miei pensieri, ma dovreste ringraziarmi del non voler riprodurre il mostro che ho dentro.

La grande teoria del coglione online

29 Ago

Gli studi sociali hanno dimostrato che quando le persone sanno che le loro identità sono segrete (sia online che offline) si comportano assai peggio. Scientificamente si chiama “effetto di disinibizione online”, ma nel 2004 il fumetto Penny Arcade ha coniato un nome più chiaro: “la grande teoria del coglione online”. Se dai a una persona normale l’anonimato e un pubblico, dice la teoria, la trasformi in un coglione totale. Le prove si possono trovare nei commenti di YouTube, nelle partite multiplayer di Xbox e in coda a quasi ogni articolo di politica sul web.

Il Post – Il declino dell’anonimato online

Quel vecchio articolo qui sopra linkato mi ritorna ciclicamente in mente al cambio di stagione, mi chiedo quale sia la differenza tra il farmi chiamare Molly M. oppure Valentina DV. Probabilmente, anzi, come spesso succede ma i miei interlocutori dal vivo ignorano, mi piace recitare la stessa tiritera che scrivo soprattutto se il tema è la politica. Separare la mia eroina da me stessa attaverso un nickname è una scelta mirata ad incanalare più o meno l’energia in una direzione, la stessa differenza sta in Superman e Clark Kent oppure in Spiderman e Peter Parker. Attenzione! Se sotto il costume non si nasconde nessun potere puoi essere solo un coglione vestito da carnevale! E’ questo l’anonimato online.

Ciò che dal 1995 (anno in cui ho acceduto per la prima volta al mondo di internet) mi ha sempre impressionato è la frustrazione che si prova ad essere semplicemente se stessi. Puoi scegliere il nickname più figo e cazzuto del mondo per il personaggio da interpretare, ma il nome che per te hanno scelto i tuoi e la faccia su cui sputi tutte le mattine guardandoti allo specchio ti rimarrà inevitabilmente attaccata addosso… e per quello verrai ricordato.

"If you aren't remembered, then you never existed"

Vacanze estive 2011: città da evitare, casi e umani e teorie varie

21 Ago

Non è ancora settembre e le mie ferie sono già finite, inoltre il riassunto delle mie vacanze estive sta diventanto forse troppo colmo di colpi di scena per far entrare tutto come si deve in un singolo post. Mi avvantaggio.

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Non andate a Vienna!
Io: “Vado a Vienna”, altri (a caso): “Ah! Bella Vienna!”, la risposta è sempre questa che la gente a Vienna ci sia stata o meno. No, Vienna non è bella manco per un cazzo! Non andateci… almeno non a Luglio! Vienna assomiglia ad una città in lenta ripresa da un virus letale a diffusione aerea che ha decimato la popolazione, a parte i turisti, c’è la presenza di adulti con pochi bambini tendenti all’autismo e 32 adolescenti in tutto (li ho contati personalmente), esclusivamente emo, in cazzeggiamento davanti il Museum Quartier. Ecco parliamo delle attrazioni come i musei, solo musei e qualche tizio con il costume da Mozart che vuole venerti biglietti per concerti di musica classica; mi sono trascinata per chilometri controvento e sotto la pioggia per raggiungere il Belvedere dove è esposto il famoso Bacio di Klimt… non c’è museo con peggior illuminazione! Più che le opere ho decisamente ammirato il riflesso di ogni singola finestra sul vetro di ogni singolo quadro. Un punto a favore è che si mangia decisamente bene, ma l’ultimo giorno ne avevo abbastanza di schnitzel che è semplicemente una gigantesca fettina panata, così ho centato con una birra… si, la birra è sempre ottima ed è talmente pesante che vale quanto un pasto completo! Mentre da Starbucks non capiscono, ed il più delle volte si incazzano anche, se vai ordinando un tall black coffee, che non è altro che caffè nero (no cazzo, non ci voglio né latte né zucchero!) nel bicchiere di carta più piccolo, un semplicissimo tall coffee come c’è scritto sulle lavagne-menù alle spalle delle casse di tutti gli Starbucks di tutto il fottuto pianeta!

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Una collezione di casi umani

– Caso umano n°1:
Mi chiama la temibile operatrice Infostrada, quella con l’accento pesantemente calabrese che dice “non ci risulta pagata l’ultima bolletta!” controllo… e mentre rovisto tra la posta sento l’urlo della savana dalla cornetta “Signoraaaaaaa!!!!” nella busta compare il foglio con l’importo marcato in grassetto a caratteri cubitali ma manca il cedolino di pagamento, segue il dialogo tra il surreale ed il trascendentale:

– Manca il cedolino di pagamento nella busta…
– No, signora non è possibile! Controlli bene!
– Manca il cedolino di pagamento nella busta…
– Allora deve andare alla posta e compilarne uno bianco ricopiando i dati dal nostro cedolino!
– Manca il cedolino di pagamento nella busta…

Infine l’operatrice calabrese-infostrada capisce che – Manca il cedolino di pagamento nella busta… e mi lascia i dati che servono a compilare il cedolino della posta, alché vado alla posta, compilo il famoso cedolino, prendo il numeretto e aspetto per un’ora il mio turno che poi durerà non più di 20 secondi.

– Caso umano n°2:
Un ragazzo è alle prese con il mio stesso problema e quindi con lo stesso cedolino, è straniero ed ha avuto la malaugurata idea di chiedere aiuto ad una signora sui 50 (probabilmente e purtroppo madre di famiglia) tipicamente romana, segue il dialogo:

– Allora, qui ci scrivi l’importo in cifre, con i numeri quindi come 1,2,3 e sotto lo scrivi a lettere come a,b,c…
– Si… (con aria divertita)
– A chi è intestato? Alla Wind o all’Infostrada? Quello del cellulare o telefono fisso? Se è il telefono allora è Infostrada!
– Si… ma al telefono mi hanno detto di scrivere questo: Wind Telecomunicazioni Spa…
– Si sono sbagliati sicuramente! Wind è quella dei cellulari, scrivi Infostrada che è quella del telefono fisso!
– Si… con aria interrogativa)
– Eseguito da… ci va il tuo nome!
– Si… ma al telefono mi hanno detto di scrivere il nome di chi paga la bolletta…
– La paghi tu la bolletta no?! Ci va il tuo nome!
– Si… (con aria preoccupata)
– Bravo! Hai scritto tutto bene, ora ricopia tutto sull’altro lato! Ricopia bene eh! Tutto uguale!
– Si… (con aria rassegnata ringrazia)

La signora si vanta con un paio di presenti della sua opera di bene verso il “poverino straniero” mentre questo si avvicina allo sportello. Fortunato, il ragazzo capita con la signora dolce con gli occhiali tondi (la mia preferita tra tutti i dipendenti della posta Tiburtino Sud) che gli fa compilare un cedolino nuovo con tutti i dati corretti.

– Caso umano n°3:
Intanto i numeri scorrono a cifre cubitali rosse sugli schermi accompagnati da un bip, una signora piuttosto anziana si avvicina agli sportelli preventivamente un paio di numeri prima e poi gracchia:
– Sono il numero 156, qual’è lo sportello!
– E’ quello a sinistra! (indica un signore seduto in prima fila)
– E’ questo? (si butta a destra ad uo sportello vuoto e chiuso)
– Signora guardi è lì dove le sto indicando!
– E’ questo? Sono il numero 156! (chiede ad uno sportello poco più in là)
– Signora, è lo sportello 5, a sinistra!
– Sono il numero 156! Dove devo andare? (si ferma inebetita in mezzo alle risate circostanti)

Caso umano n°4:

I numeri avanzano, alché l’uomo in prima fila si alza ed accompagna la signora allo sportello giusto dicendo:

– Io sono il numero 157, faccia prima la signora che è il 156.
– Io non ho segnato il 156, ho segnato il 157 la signora aspetti il suo turno! (allo sportello la 40enne mora tutta in tiro, la dipendente più stronza /ignorante della posta Tiburtino Sud)
– E’ passato il turno della signora se lei ha segnato il numero 157! Non trovava lo sportello!
– Beh! Allora veda qual’è! Io devo fare il numero 157! E’ lei? Altimenti vado avanti!
– (sosprira in un momento di mania omicida ben chiara sul volto) per favore, faccia la signora… e non vada avanti con i numeri… mi faccia la cortesia… (aria molto minacciosa)

Eh… poi uno dice l’odio verso il genere umano…

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Le teorie degli operatori Infostrada sul modem Alice prima e dopo Ferragosto
Nella telefonata del passaggio da Alice ADSL Telecom a Tuttoincluso Infostrada l’operatore aveva ben scandito la frase “Il passaggio è automatico senza dover cambiare né modem né telefono!” poi la sera del 12 Agosto si accende quella malefica spia rossa sul cordless marcato Telecom e le spie del modem Alice che fanno concorrenza alle luci di una discoteca, la connessione che non va. Chiamo il 155 (l’operatore è una donna):

– Salve, è da ieri sera che non riesco a connettermi ad internet…
– Mi dia la marca del modem.
– E’ quello Alice della Telecom, ho fatto il passaggio ad Infostrada qualche mese fa…
– Bene, controllo che non ci siano lavori sulla sua linea…
(attendo)
– No signora, non mi risulta nessun errore né lavori sulla linea, è sicuramente un problema Telecom. Stacchi il modem per 24 ore, se continua a non funzionare richiami.

Richiamo (l’operatore è una donna):

– Salve, è da l’altro ieri sera che non riesco a connettermi ad internet…
– Mi dia la marca del modem.
– E’ quello Alice della Telecom, ho fatto il passaggio ad Infostrada qualche mese fa…
– Bene, allora il problema è di competenza Telecom, chiami la Telecom!
– Ma io non sono Telecom, ho l’abbonamento Infostrada… il modem è rimasto quello che avevo prima che è Telecom…
– Sarà un guasto alla centrale Telecom! Non posso fare niente signora! Richiami dopo Ferragosto!

Richiamo dopo Ferragosto (l’operatore è un uomo):

– Salve, è da una settimana che non riesco a connettermi ad internet…
– Mi dia la marca del modem.
– E’ quello Alice della Telecom, ho fatto il passaggio ad Infostrada qualche mese fa…
– Ah… colleghi il computer con un cavo al modem, controllo la sua linea
(collego, seguo le istruzioni dell’operatore… errore 651)
– Telecom ha staccato il suo modem signora, deve semplicemente comprarne uno nuovo non proprietario da sostituire a quello Alice.

Esco, lascio 54 euro al Mediaworld più vicino, mi connetto e scrivo questo post.

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Dopo Ferragosto siamo inevitabilmente quasi tutti più rilassati, a voi come sono andate le vacanze? Avete anche voi apprezzato per la prima volta l’Italia tornando da un viaggio all’estero? Siete riusciti a rimanere calmi mentre tutti gli altri intorno voi davano di matto? Avete mai provato a navigare per un’intera settimana esclusivamente dal vostro smartphone con lo schermo più piccolo di una carta da gioco francese?

Io domani torno a lavoro… cavolo, non vedo l’ora!

Quando il blog è in vacanza

27 Giu

Il caldo soffocante aumenta la mia voglia di entrare in un supermercato a caso di una cittadina di provincia in cui sono già riuniti tutti i romani in vacanza e sparare indistintamente sulla folla. Intanto in ufficio si è rotto l’impianto dell’aria condizionata (come tutti gli anni del resto…).

Nel tentativo di rosicchiare qualche giorno in Agosto all’insegna della vita da eremita in qualche luogo sperduto, auguro a miei pochi (ma ottimi) lettori buone vacanze.

Il blog chiude fino a Settembre succeda quel che succeda, anche se dovessi essere improvvisamente assunta in qualche rinomata casa di videogiochi, scoprire la reale esistenza di Sandman e diventare sua moglie, la morte di B., una bomba che fa saltare in aria tutti quelli della Lega, il PD che comincian a fare battute migliori di quelle di Crozza e presenta un programma, Vendola che diventa improvvisamente etero e comincia a parlare in dialetto pugliese.

Per tutto il resto il tipo da spiaggia (visibilmente sexy) qui sotto nella foto, ha trovato un’ottima soluzione se siete tra quei pazzi che decidono di passare le vacanze al mare di Ostia (e dintorni):

Cambia il vento, resta la frustrazione

24 Giu

In genere cerco sempre un buon motivo per sfottere Bersani&co. il PD non gode assolutamente di mia stima oltre al fatto che i loro tentativi di comunicazione con il popolo sono spesso fallimentari più della notizia del bunga bunga che ha fatto il giro del mondo! Quelli del PD sono i figli sfigati delle femmine italiane, i voti “a scuola” oscillano tra il 5 ed 6, mamma Italia storce il naso ma si limita a far spalluce… ecco, finalmente riesce a prendere un bel 7 in comunicazione visiva e la mamma invece di essere contenta si incazza! Frustrata da quel voto che non alzerà la media, è la dimostrazione di un figlio portato ed intelligente ma che si applica poco.

“Cambia il vento”, bufera sul manifesto per la Festa Democratica di Roma

Intervistiamo una delle mamme:
“Cosa ne pensa del manifesto del PD per la Festa Democratica di Roma?”
“E’ indegno! In un periodo di culi e fighe come questo il PD alza le gonne!”
“Va bene il disappunto, ma nel manifesto si vede una ragazza che la gonna la tiene con le mani proprio per non farla sollevare…”
“Non è questione di gonne, è questione di strumentalizzazione del corpo femminile!”
“Quindi un uomo con il kilt sarebbe stata un’immagine più appropriata?”
“Che idiozia! Nessuna immagine è appropriata oggi!”

Sentiamo adesso il parere dell’insegnante di grafica e comunicazione visiva:
Il PD non si applica, si fa influenzare dai compagni e spesso copia i compiti! Ma non è questo il caso. Il lavoro non è eccellente dal punto di vista visivo, ma il soggetto è interessante, per niente volgare… insomma, quale ragazza con un paio di ballerine rosa shocking ai piedi potrebbe ispirare sesso?! Ecco… forse quel logo in alto a destra… è stato forse quello ad aver fatto indignare le femmine italiane, non la foto usata nel manifesto.

Riporto di seguito l’intevista di Oliviero Toscani rilasciata al Secolo XIX che fece scalpore all’inizio dell’anno, niente abiti fucsia ma un tono secco e crudo, con l’aggiunta di alcune note di spiegazione per tradurre (come a scuola) la poesia in prosa:

Tutto qui?
«Le intelligenti non lo sono abbastanza. O non hanno abbastanza forza per opporsi. Per cambiare. Prenda un giornale femminile».
(La maggior parte delle donne preferisce leggere giuornali di gossip che di informazione)

Non va?
«Incostituzionale sin dal genere. Diretto da donne, ovvio. Che ha in prima come “strillo”? Chirurgia estetica, sesso, orgasmo, diete. Siete bestie da sesso, ecco cosa siete».
(Le donne danno troppa importanza alla presenza, solo loro le prime a strumentalizzaziare il proprio corpo)

Vabbé, la provocazione. Però…
«Mi fate schifo. Tutte tr…».
(Quelle donne non mi piacciono)

I pubblicitari, invece?
«Donne così io non le fotografo. Io documento le condizioni umane come l’anoressia. Volevo preparare degli scatti sulla chirurgia plastica. Nessuna ha voluto».
(Lavoro con le modelle, sono un fotografo, è normale che in questo campo l’immagine sia importante, ma ho anche denunciato molti eccessi a cui le donne si sottopongono o in cui ricadono vittime come l’anoressia)

Insomma, colpa delle donne?
«Certo. Anche per la storia. Siamo un Paese dominato dagli uomini, ma le donne ci sguazzano. Siamo un Paese sottosviluppato. Ha mai visto una madre che non sia fiera del figlio “sciupafemmine”? Chi li alleva, così? È un pianto… E poi avete il coraggio di lamentarvi»?
(Sono i genitori che dovrebbero improntare ai figli la giusta morale, non riversarvi le proprie frustrazioni)

Be’…
«Un pianto».
(E’ demoralizzazante come ragiona questa società)

Come se ne esce?
«Per fortuna non ho mai avuto mogli italiane. Culi bassi, gambe corte e ascelle pelose. Mi state sulle palle. D’altronde, con un premier così, che cosa si aspetta? Il grande problema è la mancanza di una destra intelligente. Prendiamo esempio dalla Libia, piuttosto».
(Non vorrei mai una moglie come le femmine medie italiane che si vedono sempre brutte e alla fine ci diventano per come si conciano! Si rimettono ad una destra politica che propone modelli sociali totalmente sbagliati,accettandoli piuttosto che combatterli!)

In che senso?
«Loro si sono ribellati.Una rivoluzione si dovrebbe fare anche qui».
(Ci sarebbe bisgogno di una rivoluzione morale e culturale, ormai anche noi abbiamo toccato il fondo!)

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